
L’ANGOLO DELL’ESPERTO
L’esperto risponde: tutto su Api e impollinatori diurni e notturni
Se sei approdato a questa sezione è perché la tua curiosità non contempla il superficiale. Bene! Qui troverai diversi approfondimenti, realizzati su più livelli di specializzazione: dalla semplice curiosità da raccontare agli amici, fino agli articoli redatti da professionisti del settore. Se poi ti rimane qualche perplessità, puoi sempre chiedere al nostro esperto!
Domande
Hai domande su api e insetti impollinatori selvatici?
Il nostro esperto è a tua disposizione per fornirti risposte precise e approfondimenti scientifici.
Materiale
Esplora documenti e studi realizzati da specialisti del settore e scopri schede dettagliate sugli impollinatori, sviluppate in collaborazione con il Parco Naturale La Mandria.

Andrea Beretta è un agrotecnico con una lunga esperienza nel settore ambientale. Dopo aver lavorato nel giardinaggio e presso la Provincia di Torino nel settore Risorse Idriche, dal 2000 opera all’Ente Parchi Reali come guida naturalistica ed educatore ambientale.
Si occupa da sempre di tematiche legate ad acqua, alberi e impollinatori. Dal 2020 è attivo nel progetto “Autostrada delle Api” e collabora con l’Università di Torino su progetti riguardanti gli impollinatori selvatici. Segue anche progetti di apicoltura sostenibile in Africa.
È socio fondatore e onorario della Rete Ecovolontari di Grugliasco e collabora gratuitamente con diverse associazioni ambientaliste.
FAQ
Di seguito, non una lista delle domande più frequenti, ma di coppie domanda-risposta che, insieme, vorrebbero trasmettere buone norme di comportamento da adottare per evitare di danneggiare, direttamente o indirettamente, gli insetti impollinatori. L’intento è quello di sensibilizzare il pubblico su temi e situazioni spesso poco approfondite, con la speranza che in futuro possano destare l’interesse e l’attenzione che meritano.
Quali sono gli alimenti che sparirebbero dalle nostre tavole se gli insetti impollinatori sparissero?
Oltre il 75% delle produzioni agricole mondiali beneficiano del servizio ecosistemico degli impollinatori. Se questi sparissero, il reparto frutta e verdura sarebbe certamente il primo a svuotarsi: dovremmo, infatti, rinunciare a mele, albicocche, pesche, ciliegie, pere, fragole, pompelmi, kiwi, frutti di bosco, zucchine e tutte le varietà di zucca e persino al pomodoro. Sarebbe poi a rischio la produzione di carne e di prodotti lattiero-caseari, perché le mucche degli allevamenti estensivi si cibano in prevalenza di erba medica, un foraggio impollinato dalle api e altri insetti. La nostra intera dieta ne risulterebbe quindi stravolta, carente o totalmente priva di molti micronutrienti essenziali per la salute, comprese le vitamine A e C, calcio e fluoro.
Perché e fondamentale limitare al minimo l’uso di pesticidi?
Perché è ormai appurato che il loro utilizzo intensivo sia da considerare uno dei principali fattori responsabili della perdita di specie selvatiche. I pesticidi neonicotinoidi, in particolare, insieme a diversi insetticidi, hanno un effetto negativo diretto sulla salute degli impollinatori, causando danni neurologici, difficoltà di riproduzione e addirittura la morte, colpendo sia singoli individui che intere colonie. Le realtà più estese (come quelle comunali), sono potenzialmente le più impattanti e, come tali, dovrebbero mettere in campo il maggior grado di responsabilità.
Ho trovato un nido di api in casa…cosa fare?
In questo caso ogni operazione fai-da-te è assolutamente sconsigliabile. Bisogna tenere a mente che l’ape è considerata una specie protetta e non va in alcun modo danneggiata o infastidita – oltre che per ovvie ragioni etiche – per salvaguardare la nostra salute e quella della nostra famiglia. Uno sciame d’api può infatti contare anche 60.000 elementi e, in caso d’attacco, il rischio per l’essere umano è tangibile. Per gestire questa delicata situazione, l’unica opzione perseguibile è quella di tenere le debite distanze e chiamare immediatamente l’apicoltore più vicino. Questi saprà rimuovere lo sciame e l’eventuale nido in totale sicurezza, senza che nessuno, persona o insetto che sia, si faccia male.
Come riconosco un miele di qualità?
Leggere attentamente l’etichetta prima dell’acquisto è il primo passo da compiere, così da controllare la provenienza del prodotto: tieni a mente che le api italiane sono invidiate in tutto il mondo per la qualità del miele che producono! In generale, acquistare miele dalla GDO e da negozi affidabili è garanzia di un’avvenuta analisi completa del prodotto (organolettica, chimico-fisica e melissopalinologica), anche se un’altrettanto salubre linea di pensiero potrebbe essere quella di sostenere le proprie produzioni locali, in questo caso, però, affidandosi a produttori di fiducia.













